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Il paese delle acque minerali
Se nelle leggende, come sembra, esiste sempre un filo di verità, le virtù terapeutiche delle acque minerali di Crodo cominciarono a manifestarsi al tempo delle Crociate. Si narra infatti che un cavaliere di ritorno da Gerusalemme si era fermato in località Salecchio perché tanto lui che la sua giumenta non erano più in grado di proseguire. Fortuna volle che il cavaliere si era fermato accanto ad una roccia dalla quale sgorgava un getto d’acqua. Grazie a questa circostanza, non soltanto non era morto di sete, ma, aveva ripreso le forze, e con lui la cavalla. Gli abitanti, che avevano assistito al miracolo, da quel giorno cominciarono a servirsene ogni volta che erano afflitti da malanni.
Nella realtà la prima citazione pubblica delle virtù balsamiche delle acque minerali di Crodo la troviamo nel proemio agli Statuti della Valle Antigorio promulgati il 13 gennaio 1513 che, riconfermati da Carlo V di Spagna, vennero pubblicati nel 1684-85 dal pretore Francesco Villegas Y Contardi.
Per attribuire la giusta fama alle acque di Crodo e sfruttarne le qualità salutistiche si sono mossi numerosi personaggi, sono avvenute false partenze, ci sono state stagioni effimere. Ma l’artefice del finale successo sarà Piero Ginocchi. Nato a Parma il 6 aprile 1901, Ginocchi trasformò nella metà del ‘900 il rudimentale stabilimento termale in una importante e moderna industria, facendo conoscere il nome di Crodo in tutto il mondo. Largo di vedute Ginocchi affiancò alle acque minerali tutta una serie di bibite di qualità, impostando contemporaneamente una ingegnosa campagna pubblicitaria aggressiva ed efficace. Tuttavia mancava quel prodotto speciale, caratteristico e unico, quello che nessuna altra ditta al mondo aveva escogitato, quello che sarebbe stato il cavallo di battaglia delle Terme di Crodo, il suo portabandiera, quello che gli avrebbe permesso di raggiungere il successo mondiale, l’aperitivo biondo: il Crodino.
Le sorgenti minerali di Crodo erano inizialmente due: una a poca distanza dall’altra. La prima era detta della Casa del Bianco, la seconda Di Crodo. Più tardi alle stesse fu dato rispettivamente il nome di Valle d’Oro e Cistella. Nel 1956 fu scoperta un’altra sorgente la Lisiel.
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